La FavolaCalvello · Basilicata

Chi Siamo

I custodi delle api di Calvello.

La Favola non è nata come un'azienda. È nata come la passione di nostro padre, tra le arnie sistemate nei terreni intorno al paese. Un hobby, all'inizio. Poi una passione.

Con gli anni la passione è diventata un mestiere. Oggi le cura Giuseppe Tortorella, ogni giorno, con la stessa calma di allora. Nostro padre lavora il legno e costruisce le cassette in cui viaggia il nostro miele. E ai banchi delle fiere, a far assaggiare, ci trovi noi.

Giuseppe Tortorella in apiario: con la spazzola toglie le api da un telaino davanti all'arnia aperta
Giuseppe in apiario, con un telaino appena tolto dall'arnia.

Come la pensiamo

Un'apicoltura che rispetta i tempi delle api

Allevare api è un patto. Loro lavorano per la famiglia, noi lavoriamo per loro. Queste sono le regole che seguiamo, arnia dopo arnia.

Prima le api, poi il raccolto

Prendiamo solo il miele in più. Le scorte che servono per superare l'inverno di montagna restano nell'arnia, perché una famiglia forte a marzo vale più di un vasetto in più a luglio.

I tempi li decidono i fiori

Seguiamo le fioriture senza anticiparle. Il miele si raccoglie solo quando le api hanno chiuso le cellette con il loro tappo di cera: è il segno che è maturo, con l'umidità giusta.

Regine nate in casa

Alleviamo le nuove regine dalle nostre famiglie più calme e operose. È il lavoro più delicato dell'anno, e quello che più di tutti decide come sarà l'apiario domani.

Smielatura a freddo, senza fretta

Il miele viene estratto per centrifuga, senza riscaldarlo, lasciato riposare finché non è limpido e poi messo in vasetto. Smielatura e confezionamento li affidiamo a un laboratorio di Brindisi Montagna, qui in provincia di Potenza: lo trovi scritto anche sull'etichetta.

Il nostro lavoro

Un anno tra le arnie

Il miele si vede solo alla fine. Prima c'è un anno intero di lavoro, scandito dalle stagioni della montagna.

  1. Sciame di api appeso a un ramo

    Primavera

    Visite e sciami

    Si aprono le arnie dopo l'inverno, si controlla ogni famiglia. Quando una famiglia sciama, si corre a recuperare lo sciame e gli si dà una casa nuova.

  2. Un telaino di favo appena smielato davanti allo smielatore

    Estate

    Melari e smielatura

    Acacia, poi castagno, poi i fiori dei prati. Quando i melari sono pieni e le cellette chiuse, è il momento del raccolto.

  3. Api sul fronte di un'arnia a fine estate

    Autunno

    Salute e scorte

    Tolti i melari, si pensa solo alle api: controlli contro la varroa con i trattamenti ammessi, scorte sufficienti, arnie pronte per il freddo.

  4. Candele a spirale in cera, in diverse sfumature di verde

    Inverno

    Cera e legno

    Le api riposano sotto la neve. Noi lavoriamo la cera, costruiamo cassette, prepariamo telaini e arnie per la primavera che verrà.

Una giornata in apiario

Si parte presto, quando il bosco è ancora fresco

Si accende l'affumicatore, si indossa la tuta, si apre un'arnia alla volta. Ogni telaino si alza controluce e si guarda da vicino: c'è la regina? C'è covata nuova? Le api hanno spazio? Hanno scorte?

Si annota tutto, si richiude con calma e si passa alla successiva. Un'arnia aperta male è una giornata persa per le api: per questo si lavora piano, con poco fumo e senza movimenti bruschi.

Quando si torna a casa, la sera, i vestiti sanno di cera e di bosco. È l'odore che vorremmo arrivasse anche a te, quando apri un nostro vasetto.

La visita, telaino per telaino.
Uno sciame sulla quercia.
La regina si segna con il colore dell'anno.
Lo stand La Favola alla sagra della castagna di Calvello, con balle di paglia, un carretto di legno e il manichino da apicoltore
Alle fiere ci trovi qui: lo stand alla sagra della castagna di Calvello.

Una famiglia, una montagna, le sue api.

Vuoi vedere tutto il lavoro, foto per foto? Lo abbiamo raccolto in una galleria. Oppure assaggia direttamente il risultato.