Galleria
L'anno in apiario
Dietro ogni vasetto c'è un anno di lavoro tra i castagneti di Calvello. Qui trovi le foto vere, scattate da noi: le visite alle arnie, gli sciami, le regine, la difesa dalla varroa, la smielatura.
Tutto l'anno
L'apiario
Le nostre arnie stanno nel territorio di Calvello, tra castagneti, boschi misti e prati di montagna. Le spostiamo seguendo le fioriture: acacia a inizio stagione, poi castagno, poi i fiori spontanei dei prati in quota.
Ogni postazione è scelta lontano da strade trafficate e coltivazioni intensive, vicino all'acqua e al riparo dal vento.
Da marzo a ottobre
Le visite alle arnie
Ogni arnia è una famiglia, e ogni famiglia va guardata da vicino. Durante la stagione apriamo le arnie a cadenza regolare e controlliamo i telaini uno per uno: la regina, la covata, le scorte di miele e polline, lo spazio a disposizione.
Usiamo il fumo con parsimonia e lavoriamo con calma: un'arnia aperta male è una giornata persa per le api.
Primavera
Il recupero degli sciami
In primavera una famiglia forte si divide: metà delle api parte con la vecchia regina e si posa su un ramo, tutta insieme, in attesa di trovare una nuova casa. È lo sciame.
Quando lo troviamo, lo raccogliamo con calma e lo sistemiamo in un'arnia vuota. In pochi giorni le api ricominciano a costruire i favi e diventano una nuova famiglia dell'apiario.
Primavera ed estate
L'allevamento delle regine
Una famiglia vale quanto la sua regina: è lei che depone le uova, e da lei dipendono la calma e la forza dell'arnia.
Dalle famiglie più tranquille e operose facciamo nascere nuove regine, per sostituire quelle anziane e per formare nuove famiglie. È il lavoro più delicato dell'anno.
Fine estate e inverno
La difesa dalla varroa
La varroa è un piccolo acaro che parassita le api ed è il problema più serio per chiunque alleva api oggi. Senza controlli, una famiglia può indebolirsi fino a morire.
Per questo controlliamo le famiglie durante la stagione e interveniamo con i trattamenti ammessi in apicoltura solo quando i melari sono già stati tolti. Così il miele che raccogliamo non entra mai in contatto con i trattamenti, e le api arrivano all'inverno in forze.
Estate
La smielatura
Quando le api chiudono le cellette con un tappo di cera, il miele ha l'umidità giusta ed è pronto. Solo allora togliamo i melari.
Poi i telaini vengono disopercolati e messi nello smielatore: il miele esce per centrifuga, riposa nei maturatori finché non è limpido e va in vasetto. Nessun riscaldamento, nessuna miscela.
Smielatura e confezionamento li affidiamo a un laboratorio di Brindisi Montagna, in provincia di Potenza: lo trovi scritto anche sull'etichetta.
Tutto l'anno
Dal favo al vasetto
Il miele va in vasetto a piccoli lotti, e su ogni etichetta trovi il lotto e chi l'ha prodotto. Le cassette di legno per i regali le costruisce nostro padre. Le bomboniere le confezioniamo a mano, una per una.
E quando possiamo, lo portiamo di persona alle fiere e ai mercati, per farlo assaggiare.
Inverno
La cera
Dall'alveare non arriva solo il miele. Con la cera d'api facciamo candele e piccole figure a stampo: alberelli e pigne per Natale, candele a spirale, cagnolini.
Sono pezzi fatti uno alla volta, nei mesi in cui le api riposano. Li trovi ai nostri banchi, oppure chiedili su WhatsApp.
Tutto l'anno
Le api da vicino
Un'ape vive poche settimane in estate e visita migliaia di fiori. Per fare un vasetto di miele servono il lavoro di una famiglia intera e una stagione buona.
Tutto questo, in un vasetto
Il modo più semplice per assaggiarlo è il Kit d'Alta Quota: quattro vasetti nella cassetta di legno.
